Fotografia – la storia | Nicéphore Niépce

Pensieri relativi al velocissimo sviluppo della fotografia, in senso lato

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Finora abbiamo parlato dell’importanza del linguaggio visivo, e nella fattispecie di quello fotografico, ma non abbiamo preso in considerazione un elemento molto importante, ovvero: come nasce la fotografia? Qual è la sua storia?
La rubrica di FotoFormazione denominata “Storia della Fotografia in pillole” prende in esame proprio tale aspetto ripercorrendo le tappe principali di questo linguaggio ed i suoi più conosciuti esponenti.

Oggi parleremo dell’inventore, se così si può definire, della fotografia: Nicéphore Niépce:

Nicéphore Niépce
Nato nel 1765 in Francia
Lavoro: litografo
Meriti fotografici: sperimentatore e inventore, assieme a Daguerre, di un rivoluzionario
processo fotografico.

Niépce è stato il primo a saper sfruttare la camera oscura (conosciuta fin dall’antichità) come mezzo di stampa e non solo come strumento di proiezione già sfruttato da vari pittori.
Perché? si dice che Niépce non fosse un abile disegnatore e per sopperire a questa sua
mancanza abbinata alla sua indole di sperimentatore iniziò a studiare e a sfruttare il
cloruro d’argento prima ed il bitume di giudea poi.

Niépce

E’ bene ricordare che le prime immagini, seppur confuse, risalgono a più di un decennio prima sfruttando il cloruro d’argento.
Pochi anni dopo iniziò a sfruttare il bitume di giudea ottenendo risultati migliori; questo processo verrà da lui chiamato eliografia (dal greco disegnare con il sole).

Una curiosità? Nel 1922 Niépce ottiene un’immagine molto ben definita per l’epoca: lo si può considerare il primo ritratto della storia. Aveva infatti fotografato Papa Pio VII ma la stampa andò distrutta quando lo stesso autore cercò di ricavarne delle ulteriori
stampe partendo da un’unica matrice.

Vista dalla finestra a Le Gras

Utilizzando una piccola scatola di legno con un foro, dopo vari esperimenti andati perduti, e’ riuscito nel 1827 ad imprimere su una lastra placcata in argento e fotosensibile quella che è considerata la prima fotografia: vista dalla finestra a Le Gras.

Niépce racconta così la sua camera oscura realizzata qualche anno prima:
“Ho speso del tempo realizzando una sorta di occhio artificiale, che non è nient’altro che una piccola scatola di 6 pollici quadrati: la scatola sarà fornita di un tubo su cui sarà montata una lente. L’apparecchio è necessario per completare il mio esperimento”.

Ovviamente è un’immagine che ai giorni nostri può risultare brutta ma è un traguardo nonché un punto di svolta importantissimo che stravolgerà totalmente il mondo della comunicazione e dell’arte.

Dopo 8 ore di esposizione i tetti delle case (illuminati in egual modo a causa della rotazione) si sono impressi sulla lastra senza l’utilizzo diretto della mano umana. In questo articolo abbiamo visto come lo sviluppo della tecnologia, oggi, ci permetta di fotografare ad 1/8000 di secondo e chissà: fra qualche anno questo dato ci sembrerà antiquato come i floppy disk al lancio di Compact Disk.

La costanza di Niépce la si può trovare tuttora nelle numerose lettere scambiate con il fratello, anche lui impegnato in quest’impresa. Solo due anni dopo, nel 1929, il fotografo inizia una sorta di collaborazione che rivoluzionerà la storia della fotografia ma questa è un’altra… puntata.

Corrado Tria


“Quando fotografo, cerco di creare un dialogo con il luogo: io lo esploro, lui mi rimanda delle cose.”
Gabriele Basilico

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Fotografo sperimentatore, mi piace studiare e raccontare per immagini.
Sono fortemente convinto che a distinguere l’artista dal semplice esecutore è il saper abbinare in modo inusuale e provocatorio le esperienze raccolte durante la vita.

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