Fotografia – la storia | L. J. Mandé Daguerre

Pensieri relativi al velocissimo sviluppo della fotografia, in senso lato

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La rubrica di FotoFormazione denominata “Storia della Fotografia in pillole” grazie a Love&Culture, ora è consultabile e commentabile anche sotto forma di articolo. Mi fa sempre piacere poter parlare di fotografia in senso lato, prendendo in considerazione i molteplici aspetti che la caratterizzano. In questo articolo abbiamo visto com’è “nata” la prima fotografia ma ci eravamo lasciati con dei punti di sospensione. Vediamo come continua la storia?

Louis Jaques Mandé Daguerre
Nato il 18 novembre 1787 in Francia
Lavoro: artista chimico e fisico
Meriti fotografici: “inventore” del daguerrotipo.

Vi avevamo anticipato che solamente due anni dopo, nel 1829, sarebbe successa una cosa importantissima nella vita di Niépce, che indirettamente ha segnato e segna tuttora la nostra vita: inizia infatti la collaborazione fra Niépce e Daguerre.
Ricordiamo che stiamo parlando di un periodo storico molto particolare: siamo infatti nel pieno della prima rivoluzione industriale, elemento da non sottovaltare e spesso tralasciato!
Vista dalla finestra a le Gras è ormai considerato un esperimento, l’importanza di aprire la vista su nuove frontiere è il chiodo fisso della coppia Niépce-Daguerre. I due misero in piedi un’associazione per il perfezionamento dei materiali fotosensibili ma purtroppo Niépce morì prima di vedere realizzato del tutto il sogno condiviso. Daguerre inizia a fare i primi esperimenti fotografici nel 1824 ma la sua visione è stata coronata nel 1838.

Daguerre

Tramite una lastra di rame ricoperta elettroliticamente di argento e resa fotosensibile dai vapori di iodo, infatti, con un’esposizione di “solo” 10-15 minuti era possibile ottenere una riproduzione della realtà. E’ quasi nata ufficialmente la fotografia!
L’ “Enciclopedia pratica per fotografare” descrive così il daguerrotipo: l’immagine positiva è ottenuta su una lastra di rame argentato resa fotosensibile. Il processo si suddivide in 5 fasi: preparazione, sensibilizzazione, esposizione, sviluppo, fissaggio.

Parigi – daguerrotipo

Questa bellissima immagine realizzata a Parigi è anche la prima fotografia che ritrae un essere umano, in basso a sinistra si vede un lustrascarpe; chissà se ha mai saputo d’essere entrato nella storia!
Ovviamente questo dagherrotipo ha immortalato con stupefacente definizione tutti i soggetti fermi, che le due figure umane siano “attori”? Chissà!
Daguerre, ormai restato solo data la morte del collaboratore, un anno dopo presenta il brevetto che con “modestia” chiama daguerrotipo: a Parigi questa invenzione fu accolta con grande clamore: quello che all’inizio sembrava essere solamente una nuova frontiera scientifica in realtà ha dato il via anche ad un nuovo linguaggio che tutt’ora utilizziamo quotidianamente.

Macchina per dagherrotipi

Macedonio Melloni, nel 1839, commentava così l’evento:
“Chi avrebbe mai creduto pochi mesi fa che la luca avrebbe assunto l’incarico del pittore disegnando propriamente di per se stessa quelle eteree immagini ch’ella dianzi dipingeva sfuggevoli nella camera oscura e che l’arte si sforzava invano di arrestare?”
E’ importante dire che inizialmente e per un considerevole lasso di tempo il rapporto generico fra fotografi e pittori non è stato dei migliori ma c’è una chiave fondamentale: il pittore riempie una tela vuota, il fotografo svuota e seleziona una scena già piena, come dice Ghirri in uno dei suoi libri più conosciuti.

Ah, un’ultima cosa: se ancora oggi viene qualche fotografia mossa immaginate le costrizioni dei soggetti obbligati a rimanere in posa per tutto quel tempo! Come si faceva? Si utilizzavano vere e proprie sedie che immobilizzavano i soggetti, qualche bambino -ahimè- veniva anche leggermente narcotizzato. Si dice che l’espressione “guarda l’uccellino”, detta per attirare l’attenzione dei più piccoli, derivi proprio da questo periodo: uno dei primi fotografi aveva ammaestrato (sempre secondo qualche storia letta) un canarino per tale scopo.

Dagherrotipo

Se questo viaggio nella storia della fotografia vi piace sappiate la Storia della Fotografia sarà piena di colpi di scena!

Corrado Tria


“I miei ritratti parlano più di me che delle persone che fotografo.”
Richard Avedon

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Fotografo sperimentatore, mi piace studiare e raccontare per immagini.
Sono fortemente convinto che a distinguere l’artista dal semplice esecutore è il saper abbinare in modo inusuale e provocatorio le esperienze raccolte durante la vita.

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