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Mai come oggi amore e cultura, per favore.

Riprendo l’idea di un post personale di questa mattina, per scrivere due righe in più sugli stessi concetti, che per necessità di brevità sui social non si possono mai approfondire.

La foto che pubblico in cima all’articolo è palesemente una provocazione, ma anche un memento.

Come potete vedere questa è la prima pagina de La Stampa di Torino dell’11 novembre di un non poi così lontano 1938.

Un periodo buio per la libertà e per la democrazia si apprestava a diventarlo ancora di più con l’approvazione delle famigerate, oscene, inumane leggi sulla razza.

I governanti di quella Italia si riunirono e discussero, magari per ore, ciascuno col suo puntiglio e col suo punto di vista, per decidere cosa fosse giusto concedere e cosa no, ai cittadini italiani ebrei.

Magari qualcuno non era favore dell’annullamento dei matrimoni misti, magari qualcun altro voleva imporre limiti leggermente diversi, più gravi o meno gravi.

Esattamente quello che succede durante le odierne riunioni del CTS, della famosa e fumosa “cabina di regia” o nelle riunioni del Consiglio dei Ministri.

Tutti allora dimenticarono, o vollero dimenticare, che i cittadini italiani sono e devono rimanere tutti uguali. O almeno che è questo il luogo a cui tendere, l’orizzonte verso il quale una democrazia deve dirigere i propri passi e la propria evoluzione.

Ho il timore che questo archetipo della democrazia sia stato smarrito anche durante le riunioni del 2021 da quanti hanno, o si arrogano, potere sulle libertà dei cittadini.

Ho le mie idee personali, che vi sintetizzo in: sì al vaccino ma non indiscriminatamente e non obbligatorio, e assolutamente no a qualunque lasciapassare.

Vi sono sotto gli occhi di tutti alcuni fatti, quantomeno molto difficili da smentire, che provo a sintetizzare quanto possibile:

  • una generale inadeguatezza della classe politica dirigente. Priva di autorevolezza e tronfia di autorità, fatta eccezione forse per quella del Presidente del consiglio Draghi, che però in questi giorni almeno in patria si è molto deteriorata dopo le informazioni scientificamente false e generatrici di infondate paure fornite ai cittadini in conferenza stampa.
  • una a dir poco scarsa chiarezza nella comunicazione da parte della comunità scientifica, aggravata da protagonismi egomaniaci di alcuni che dall’inizio della diffusione del virus in Cina hanno detto e artatamente sostenuto tutto, e il contrario di tutto, con facce di bronzo degne di un politico navigato o di un mattatore del palcoscenico.
  • una informazione ai cittadini da parte dei media a dir poco vergognosa, salvo rarissime voci, palesemente restia alla ricerca della verità o al giornalismo d’inchiesta e disgustosamente supina al dio denaro e ai detentori di poltrone. Della comunicazione non main stream qui non parlo che meriterebbe un libro.
  • una non contrastata, da parte delle tre categorie precedenti, diffusione di ignoranza e di odio sociale, nella creazione di fazioni avverse e addirittura nemiche tra i cittadini.

Vorrei qui appfondire alcune idee sul lasciapassare.

Sui vaccini mi limito a dire che trovo si sia persa la trebisonda sin dall’inizio. Nel firmare contratti capestro assurdi coi fornitori. Nel giocare partite di geopolitica e non di salute con essi. Nel non dare praticamente mai informazioni approfondite o veritiere. Ancora oggi nell’eludere domande dirette. Nell’avvolgere nella nebbia burocratica o peggio nella “segretezza” di Stato le decisioni prese e le ragioni per le quali lo siano state. Il tutto con arroganza e supponenza di chi ritiene che il “volgo” non sia degno, non possa capire, non sia “pronto” per la verità. Il fatto che intorno a questi il giro di denaro sia quale mai visto nella storia contemporanea non aiuta a pensare bene.

I lasciapassare. Parola militare, parola di guerra, parola di dittatura. Non è mai una parola di democrazia e contiene in se la negazione del concetto di libertà.

Liberiamoci subito del principale equivoco sul lasciapassare sanitario: come è evidente per chiunque legga qualche giornale, il lasciapassare non ha ragione sanitaria di esistere. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, chi è vaccinato non è immune dal contagio, e può contagiare gli altri.

Questa era forse l’unica ragione per cui un liberale e forse un libertario (come me) avrebbe potuto a denti stretti accettare una – assolutamente temporanea! – limitazione della libertà. Ma non è.

Detto questo possiamo interpretare la volontà politica di sovvertire l’uso originale per il quale fu creato (mantenere la libera circolazione in Europa tra paesi con diverse situazioni sanitarie e diversi protocolli e regole) in tanti modi diversi, ciascuno secondo le proprie idee di base e preparazione.

Ma resta a parer mio una porcheria.

Il lasciapassare sanitario è fasullo già nel suo nome “ufficiale” green pass. Che di green non nulla.

Imporlo ha come ragione probabile quella di creare de facto un obbligo vaccinale senza volerlo imporre per legge. Il che è codardo, illiberale, e truffaldino. Inoltre in questo modo si soffia sul fuoco dell’ignoranza e del dubbio, si alimentano rabbia ed estremismo dei pro e dei contro, si creano cittadini di seria A e B, puri (si fa per dire) e impuri. Una operazione politicamente parlando ingenua, sbagliata, e molto poco lungimirante.

Del resto, si dirà, come può lo Stato imporlo per legge (cosa già fatta e non poco per altri vaccini) in queste condizioni? Con contratti firmati da qualche scalzacane che manlevano i produttori in eterno, con evidenze scientifiche ritenute insufficienti, con pareri discordanti non solo all’interno del mondo politico ma anche di quello sanitario?Sarebbe oggettivamente un abuso, un gesto autoritario dalle conseguenze imprevedibili, sia in campo politico che sanitario.

Labile è il confine della libertà rispetto a quello del vivere comune. E ciascuno può secondo convinzione porlo a diversa distanza da se stesso e dal suo prossimo.

In questo caso io sostengo l’idea che il lasciapassare sia abbondantemente oltre il legittimo e il tollerabile. Si astengano dal commentare i pirla del semaforo o della patente di guida, paragoni che evidenziano soltanto che non hanno capito di cosa si stia parlando.

Nel secolo scorso per garantire quella libertà che oggi con la paura e l’ignoranza qualcuno ha il vantaggio di limitare, l’intero mondo è sceso in guerra.

Contro l’idea che esistessero cittadini “meno cittadini di altri” milioni di persone si sono levate in piedi, e hanno dedicato, e perso, la vita nel difendere il più sacro dei principi della civiltà occidentale. La libertà del singolo.

E non fa sorridere, ma getta nello sconforto, vedere che quanti si chiamano eredi di quella civiltà e di quei sacrifici oggi sono i primi a calpestarli.

Serve un antiemetico per leggere certe dichiarazioni degli ex paladini della libertà e della democrazia che invocano pene severe, isolamento (ghetti!), e impongono addirittura la povertà o annullano il diritto ad un lavoro a qualcuno che in queste condizioni oscene della politica, della medicina, dell’informazione, solleva un dubbio o fa una domanda. Vedremo col diritto di voto…

Per questo, qualunque sia l’idea sui vaccini, sul lasciapassare e sul dramma che stiamo vivendo in generale, la mia preghiera è perché sempre di più siano amore e cultura, insieme, a guidare le nostre scelte, a plasmare le nostre idee.

A ricordarci che il dubbio è sempre una ricchezza, che la gentilezza è l’unica vera forza. Che qualunque opinione assoluta e assolutista è generatrice di odio e di cecità.

Ritengo sia non solo mio dovere, ma mio privilegio, onorare la memoria di chi prima di noi ha combattuto per la libertà. Di chi è morto e ha sofferto per colpa delle ideologie del novecento (dal nero al rosso), di chi ha dato la vita per combatterle. Di chi ha dedicato la propria vita onestamente alla scienza, alla letteratura, all’arte, a qualunque cosa negli anni e nei secoli abbia contributo all’evoluzione della cultura occidentale.

Unica tra le presenti sulla terra che se difesa contro le follie moderne del politicamente corretto o dell’ossimorica cancel culture (arma dei peggiori ignoranti possibili), può portare l’umanità verso un futuro migliore senza passi indietro nella barbarie, nella discriminazione, nell’ignoranza.

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Italiano, lettore onnivoro, orgoglioso dei valori della cultura occidentale. Marinaio. Membro della civiltà del dubbio. Ho scoperto di essere "paleolib".

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