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I sogni (europei) spariscono all’alba

Quando percorrevo a piedi la strada per andare a scuola ,allora si poteva, passavo di fianco ad un edificio bombardato che recava sui muri i segni delle fucilate e pur poco capendo mi prendeva un timore strano una sensazione inspiegabile che mi portava ad abbassare il capo ed allungare il passo.

Nell’atrio della scuola poi grandi manifesti a colori ci mettevano sull avviso dei vari tipi di bombe che avremmo potuto incontrare.

Era il 1951 e nel corso dei mesi si fece un gran parlare di una cosa che si chiamava CECA (link). Non riuscivo a comprendere e chiesi a mio Padre ed al mio Maestro cosa fosse. Ne ottenni praticamente la medesima risposta ossia si trattava di un modo per evitare altre guerre come quella da poco terminata.

Sono passati gli anni e mi sono ritrovato cittadino Europeo e con me tutti. Dibattiti conferenze libri giornali tutti in maggioranza a decantare il grande avvenire di pace e serenità che ci attendeva. Ci ho creduto e con me tanti quasi tutti.

Rammento che alle varie elezioni che si sono succedute per il Parlamento Europeo noi Italiani eravamo i più numerosi a votare. Ci furono ancora grandi dibattiti incontri ma si capiva che parecchia sabbia era entrata nel meccanismo, ma appariva pur sempre carico di speranza.

Ero un assiduo frequentatore della Grecia e ricordo perfettamente la gioia dei greci allora e l’orgoglio di esporre la bandiera europea accanto alla loro e noi sappiamo quanto fiero fosse il popolo greco.

Sappiamo anche cosa sia accaduto in seguito. Purtroppo ne sono stato testimone ho visto le tende di fortuna nei giardini di Atene ho visto la mancanza di medicinali e cibo ho visto la disperazione NON ho più visto l’Europa sognata dai padri fondatori prima e da noi dopo.

Tragicamente continuo a non vederla ancora oggi.

Non ho voglia di mettermi a fare analisi politico-economiche, temo sia tempo perso e chi ha un briciolo di discernimento può fare benissimo da solo.

Poco importa se oggi qualche teutonica mente eccelsa dichiara che “sì abbiamo sbagliato.” Ma alle parole non seguono i fatti anzi si persevera nell’errore. Il sogno è finito?

l’alba è spuntata da molto!

Nell’ultimo pezzetto di ottimismo rimasto trova ancora posto una fiammella di speranza. Non vorrei dovere chinare ancora il capo ed accelerare il passo passando vicino ai resti di un bombardamento definitivo.

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