“Gli occhi che hanno (quasi) visto l’imperatore”

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“La camera chiara”, Nota sulla fotografia – un libro sconosciuto ai più di Roland Barthes. Leggetelo, o guardatelo. Non sarà tempo perso.

Da questo libro ho rubato il titolo di questa serie di riflessioni. Una frase che trova motivo di esistere nel sedicente mondo attuale, ove l’apprezzamento social “I Like” è più importante di “I Love”.

Se osserviamo con attenzione il nostro comunicare e le nostre relazioni, possiamo cogliere che la struttura della nostra identità proviene dall’esterno che,  non meglio identificato se qualcuno o qualcosa, incornicia il nostro essere, perché come dice il Prof. Galimberti, l’uomo nel suo essere, ha bisogno di un testimone che lo guardi.

Non voglio pensare che la futura strada del vivere quotidiano, rivolto ed orientato alla fredda tecnica, nasconda alla nostra vista, come lenzuola al vento, la capacità di indagare, comprendere e sentire lo stimolo di quelle che sono sane follie definite anche giusti naturali appetiti, a scapito dello scarso interesse verso la nostra letteratura, all’ignoranza conoscitiva dei nostri stessi sentimenti nelle loro forme, colori, suoni, e sapori

Ecco allora, una raccolta di pensieri, esperienze, storie, volte a riscoprire la nostra quotidianità, nell’intento di dare forma alla conoscenza, affinché possa giornalmente portarci vantaggio, vita, emozioni, e soprattutto desideri

Ci leggiamo alla prossima, tutti e sette quanti siamo…

[..] fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza [..]

Dante A. Divina Commedia – l’Inferno, Canto XXVI o canto di Ulisse

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4 COMMENTI

  1. Ho apprezzato molto questo articolo e l’ho letto più volte. In poche righe sono stati espressi vari concetti che saranno per me ottimi spunti di riflessione. Leggerò sicuramente il libro… ??❤️

  2. Mi congratulo della riflissione in un mondo dove la tecnica, la velocità e il mercato stanno togliendo sempre di più il valore alla profondità, alla bellezza e alla sensibilità delle cose. Leggerò sicuramente il libro. Grazie della riflessione.

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