Fotografia – La Storia | GustaveLe Gray

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Eccomi di nuovo in vostra compagnia per proseguire il viaggio all’interno del mondo della fotografia. Abbiamo visto, in questo articolo, che le commissioni fotografiche non tardano ad arrivare ma abbiamo accennato – anche – che la fotografia crea scompiglio all’interno del mondo dell’arte.
Stiamo parlando di scienza? Di linguaggio? Di espressione artistica?
Un po’ tutto: le scoperte tecnologiche e le innovazioni scientifiche hanno permesso nuovi metodi di comunicazione e si sa, l’uomo da sempre cerca un proprio canale per esprimersi e, talvolta, l’espressione diventa arte. È il caso di Gustave Le Gray

Oggi vi racconterò una storia carica di particolari parlando di questo innovatore:
Nome: Gustave Le Gray
Nato il 30 agosto 1820 in Francia
Le Gray volle avvicinarsi alla fotografia per farne un lavoro che potesse mantenere sia lui, 28 enne, che la famiglia che già aveva meriti fotografici: ritrattista e ideatore della stampa combinata, una sorta di antenato dell’attuale HDR




Le Gray


Aprì uno studio fotografico a Parigi dedicandosi principalmente alla ritrattistica ma ben presto capì che non sarebbe riuscito a sostenere le spese. Gustave Le Gray, nonostante l’iniziale fallimento, è ed era considerato uno fra i fotografi più poliedrici e preparati del suo tempo: uno sperimentatore infaticabile che mise a punto una nuova tecnica. Resosi conto che non era possibile (allora come ora) avere una corretta esposizione quando si fotografano scene con contrasti forti; inventò e applicò il processo della stampa combinata.
Prendendo, ad esempio, in considerazione un paesaggio (nel caso di Gustave Le Gray un paesaggio marino); tramite la stampa combinata era possibile mantenere le sfumature del cielo e delle onde: scattando due fotografie (con esposizioni diverse) era infatti possibile amalgamarle i due negativi in camera oscura facendone risultare un’unica stampa. Il risultato è un’opera dinamica e piena di dettagli. Una rivoluzione per l’epoca, tecnica utilizzata ancora oggi.

Una veduta marina con stampa combinata

A differenza di molti suoi contemporanei che vedevano la fotografia come una semplice semplificazione della pittura o come un supporto documentaristico, Le Gray capì fin da subito che stava nascendo una nuova forma d’arte e di linguaggio che nulla aveva da invidiare alle arti considerate maggiori. Un esempio sono le sue vedute marine ma anche le fotografie cosidette di “reportage” non erano da meno.

Nonostante l’aspetto documentaristico si nota un’importante ricerca nell’inquadratura e nell’esposizione. Nel 1860, sommerso dai debiti, partì con Dumas per un viaggio durante il quale incontrò Garibaldi che capì fin da subito le potenzialità sia di Le Gray che della fotografia; per questo motivo accettò di buon grado di farsi ritrarre contribuendo alla propaganda dell’epoca. Sempre in questo periodo, Le Gray, riuscì ad immortalare una Palermo distrutta dai bombardamenti borbonici; queste fotografie fecero il giro dell’Europa. Le Gray era una persona sanguigna e che non si tirava di certo indietro di fronte ad un dibattito anche acceso. Per questo motivo litigò aspramente con il compagno di viaggio Dumas e restò da solo.

Garibaldi fotografato da Le Gray

Viaggiò per il Libano, per la Siria dove gli fu commissionato di fotografare le truppe francesci, fino ad arrivare in Egitto a Il Cairo fino al 1882, anno in cui morì. Qui divenne insegnante di disegno e proprietario di uno studio fotografico; non tornò mai più in Francia. Facendo un grande salto temporale è impossibile non citare Luigi Ghirri. Sul libro “lezioni di fotografia” parla di questo linguaggio con le seguenti parole: “…L’ho sempre vista come una strana sintesi tra la staticità della pittura e la velocità, che è qualcosa di interno alla fotografia, al suo processo di costruzione, cosa che l’avvicina al cinema.

Credo che proprio in questo senso la fotografia sia un’immagine impossibile: un’immagine che da una parte ha la staticità della pittura, dall’altra il dinamismo del cinema. È un rapporto tra luce e buio. È un giusto equilibrio tra quello che c’è da vedere e quello che non deve essere visto, quando noi fotografiamo, vediamo una parte del mondo e un’altra la cancelliamo.” Sempre Ghirri ha citato un filosofo che disse “la fotografia non è un problema, la fotografia è un enigma, perché il problema ha una soluzione e l’enigma è un problema che non ha soluzione”.

La fotografia è l’esempio lampante che l’innovazione può andare a pari passo con l’arte, il prossimo articolo vedrà un italiano protagonista della storia; non mancate e… buona lettura!

Corrado

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Fotografo sperimentatore, mi piace studiare e raccontare per immagini.
Sono fortemente convinto che a distinguere l’artista dal semplice esecutore è il saper abbinare in modo inusuale e provocatorio le esperienze raccolte durante la vita.

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