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Fotografia – La storia | Bayard


Ma dopo Daguerre? Come continua la Storia della Fotografia? Due curiosità vedremo in questo articolo: l’autoritratto di Bayard e la prima fotografia conosciuta del nostro Bel Paese.

Durante le iniziative di FotoFormazione ci viene spesso chiesto “ma l’Italia? ha avuto qualche ruolo nello sviluppo della Storia della Fotografia?” Certo, seppur con tempistiche diverse! è giusto ricordare che anche in Cina, attorno al 1840, si inizia a parlare di fotografia, ma concentriamoci su quello che sta avvenendo in Europa:
Federico Jest (che gestiva un’importante azienda specializzata nella produzione di apparecchi da utilizzare in campo ottico, chimico e fisico) assieme al figlio Carlo Alessandro e a Rasetti Antonio costruirono la prima macchina fotografica italiana seguendo le orme di Daguerre. Nel 1839, anno della presentazione del dagherrotipo, realizzarono quella che è la prima fotografia italiana: Chiesa della Gran Madre a Torino.

Chiesa della Gran Madre – Torino

Vedendo un rapido sviluppo dei materiali fotosensibili, Talbot rese noti alcuni esperimenti da lui effettuati qualche anno prima, nel 1835. Talbot, infatti, si era reso conto che un foglio di carta reso sensibile con sale da cucina e nitrato d’argento lasciava comparire il negativo degli oggetti che vi erano stati posti sopra.

Anticipiamo, per chi non lo sapesse, che il negativo è una sorta di matrice da cui è possibile ricavare più stampe uguali. Il passaggio dal dagherrotipo sarà quindi stravolgente. Talbot, dopo aver “stampato” una foglia, chiama questa tecnica “sciadografia”: una stampa a contatto che cambierà in modo decisivo il percorso della storia fotografica.

Procediamo con il personaggio di oggi:
Hippolyte Bayard
Nato il 20 gennaio 1807 a Breteuil-sur-Noye
Lavoro: artista chimico e fisico
Meriti fotografici: inventore della stampa “positiva diretta”.

Si pensa sia di Bayard uno fra i primi autoritratti della storia. Un’immagine che, però, nasconde un significato nascosto; un misto di autoironia e denuncia. Vediamo il perché. Bayard aveva scoperto un metodo che prevedeva la fotosensibilizzazione della carta tramite cloruro d’argento e iodato di potassio. Con un’esposizione di circa 12 minuti si sarebbe ottenuta la stampa che, grazie ad un’inversione dei toni, sarebbe risultata direttamente in positivo. Alcune fonti rivelano che la fotografia è stata ottenuta dopo una serie di esperimenti il 24 giugno 1838, quindi prima della presentazione del dagherrotipo.

Bayard – autoritratto

Perché Bayard non l’ha reso noto prima? Sempre secondo alcune fonti arrivate ai giorni nostri, Bayard ha esposto 30 immagini a Parigi solo il 14 luglio 1839. Per capirne il motivo è bene sottolineare che era un impiegato del ministero delle finanze francese: entrato in contatto con Arago (importante politico nonché capo repubblicano) quest’ultimo gli “suggerì” di posticipare la presentazione delle sue opere per non togliere visibilità a Daguerre, anche lui potente uomo d’affari.

Questa fotografia viene chiamata “autoritratto come un annegato”. Lo stesso Bayard la accompagna con la seguente didascalia: “Questo che vedete è il cadavere di Bayard, inventore del procedimento che avete appena conosciuto. Per quel che so, questo infaticabile ricercatore è stato occupato per circa tre anni con la sua scoperta. Il governo, che è stato anche troppo per il signor Daguerre, ha detto di non poter far nulla per il signor Bayard, che si è gettato in acqua per la disperazione. Oh! Umana incostanza… è stato all’obitorio per diversi giorni, e nessuno è venuto a riconoscerlo o a reclamarlo. Signore e signori, passate avanti, per non offendervi l’olfatto, avrete infatti notato che il viso e le mani di questo signore cominciano a decomporsi”.

Bayard è quindi stato vittima di un’ingiustizia bella e buona e per questo lo vogliamo ricordare. Bayard è stato tra i fondatori della “Società Francesce per la Fotografia” nonché fotografo per la Mission Héliographic. Ma la storia non si ferma ed iniziano le prime commissioni fotografiche in terra straniera.

Vi siete mai chiesti quando è iniziata la fotografia di “reportage”?
Non mancato lunedì prossimo, la Storia della Fotografia continua!

Corrado Tria


“Faccio fotografie serie mascherate da intrattenimento.”
Martin Parr

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Fotografo sperimentatore, mi piace studiare e raccontare per immagini.
Sono fortemente convinto che a distinguere l’artista dal semplice esecutore è il saper abbinare in modo inusuale e provocatorio le esperienze raccolte durante la vita.

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