Fotografia fra declino e innovazione 2/2

Pensieri relativi al velocissimo sviluppo della fotografia, in senso lato

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Fotografia fra declino e innovazione – Assodato che la colpa non è della tecnologia penso sia il caso di fare assieme un’analisi che, in parte, è stata fatta anche in questo articolo. È una cosa che ripeto spesso ai corsisti che prendono posto alle lezioni che tengo con FotoFormazione: cos’è la fotografia se non un linguaggio? Come ampiamente e dettagliatamente spiegato da Roman Jakobson un linguaggio per funzionare ha bisogno di:

– un mittente (fotografo)
– un messaggio (azione/soggetto della foto)
– un destinatario (?)
– un media o canale (stampa, mostre, social)
– un codice (codice comprensibile da mittente e destinatario)
– un contesto (storico, culturale ecc)


Prima di proseguire permettetemi di ribadire, anche qui, che da parte mia non c’è nessuna crociata contro i “social”, potenti quanto pericolosi (se utilizzati male) canali di comunicazione; avrei molto da ridire sulla politica spesso attuata ma non è questo il contesto adatto.

Come si nota ho messo un punto interrogativo su “destinatario” e qui arriviamo al nocciolo della questione. Se in certi contesti, anche fotografici, è palese chi sia il destinatario non si può dire altrettanto nel mondo virtuale dei cosiddetti social network: è infatti praticamente impossibile sapere chi, come e quando guarderà l’immagine postata; se il “like” è stato lasciato dopo aver analizzato in modo più o meno critico l’immagine o se è stato cliccato erroneamente il pulsante.

A conferma di ciò mi viene in mente un episodio capitatomi quattro anni fa, nel 2017, quando lessi un commento che recitava più o meno così: “Questa non è fotografia, la vera fotografia serve per far vedere le cose belle”; questa frase ci fa capire che siamo arrivati in un punto dove una fotografia di denuncia viene considerata “sbagliata” e dove una moltitudine di scatti (parola usata appositamente per enfatizzare il puro atto meccanico) uguali risultano interessanti.

Il commento in questione era riferito alla foto di Biplab Hazra vincitrice del Sanctuary Wildlife Photography Awards.
Quella vincitrice è un’immagine cruda, difficile da guardare. Un cucciolo di elefante con il corpo parzialmente in fiamme scappa dalla foresta assieme alla propria mamma.

Fine ultima parte de ” Fotografia fra declino e innovazione “
Articolo adattato pubblicato anche su AudioVideoTecnica Magazine

Corrado Tria


“La fotografia è sempre un escludere il resto del mondo per farne vedere un pezzettino.”
Luigi Ghirri

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Fotografo sperimentatore, mi piace studiare e raccontare per immagini.
Sono fortemente convinto che a distinguere l’artista dal semplice esecutore è il saper abbinare in modo inusuale e provocatorio le esperienze raccolte durante la vita.

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