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CoVid-19

Questo progetto nasce durante la tragedia del Covid #19.

Non vorremmo in questo pezzo discutere di tutti gli aspetti difficili dal punto di vista scientifico, sociale ed economico. Forse approfondiremo in altri momenti, ma solo se avremo almeno la sensazione di poter apportare qualcosa di utile e nuovo ad un mondo intero che ne disserta.

Nel solco però di un progetto che crede che Amore e Cultura siano “la risposta”, spendiamo due parole anche noi.

Nella biblioteca di Storia dove alcuni di noi hanno avuto la fortuna di studiare vi era questa iscrizione: La Storia non insegna nulla, si limita a punire severamente chi non apprende le Sue lezioni.

In un mondo intero piegato da un piccolo bastardissimo virus le riflessioni, gli spunti, sono tantissimi.

Proviamo, in ordine casuale a elencarne quattro o cinque come semplice stimolo di riflessione:

  • il mondo è “piccolo“. Lo è sempre stato e lo sarà sempre di più grazie a tecnologie, viaggi, interconnessioni economiche, commerciali e culturali. Forse sarebbe ora di rendersi conto che i progetti di medio lungo termine dovrebbero tenerne maggior conto.
  • l’economia è fragile e/o inadeguata. Come sopra. Il denaro guida sempre e sempre guiderà. Perché è lo strumento, neutro e non certo malvagio, con il quale abbiamo deciso di scambiare tra di noi ciò che ci serve. Ma così come lo fa per alcuni nel male, lo fa anche troppe volte inascoltato, nel bene: la pandemia ha comprovato che per stare bene non basta più un singolo paese, ma che dobbiamo allargare gli orizzonti e renderci conto che il “bene comune” è l’unico stabile. Il che vuol dire anche opporsi severamente a chi continua a pensare che i propri conti e responsabilità possano essere scaricati su altri.
  • servono Scienza e competenza. Stiamo vedendo ogni giorno come l’assenza pressoché totale di reale merito in Italia abbia consegnato potere a persone non in grado di comprendere, gestire, esercitare quel potere nel modo corretto. Pur sbagliando infatti se quel ruolo non viene compreso, la questione diventa grave. Ricordiamoci che questo è accaduto perché in troppi hanno mirato al loro piccolo interesse di breve e brevissimo termine senza avere alcuna lungimiranza o visione. Sarebbe banalmente sciocco pensare che le persone cessino di agire perseguendo il proprio interesse, ma c’è modo e modo. Questo ha consentito a troppi mediocri, facili a piegarsi, di assurgere a ruoli che non comprendono. Meglio un antipatico capace di un simpatico idiota.
  • La vera certezza sono i nostri cari. La famiglia, che abbiamo e che scegliamo è il fondamento della nostra vita condivisa. Tuteliamo questo bene prezioso non solo oggi, ma sempre.
  • Viviamo in “flusso” turbinoso che spesso ci porta ad agire in modi automatici. E questi non sempre, o per meglio dire quasi mai, sono il migliore possibile per ciascuno di noi. Rimaniamo grati alla tecnologia che a portata di click ci rende immediatamente disponili risorse preziose, comodità, socialità se pur mediata. Ma ricordiamoci che i tempi dell’Uomo non sono fatti di bytes, upload e download, bensì di pensiero, di sonno, di studio, di cuore, di digestione. Del cibo come dei pensieri, dei rospi, come dei fatti della vita. Quando torneremo liberi, perché ora non lo siamo, teniamo preziosi i tempi della nostra umanità, senza per questo non utilizzare, e si spera sempre meglio, la fantastica tecnologia che abbiamo creato.
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1 COMMENT

  1. In una prospettiva storica lunga – non quella dei byte – il presente che ci occupa andrebbe liquidato con un “much ado about nothing”. Per riferirsi non causalmente, scusate il cinismo, a tempi in cui le epidemie erano una cosa seria.
    Ma visto che il tanto vituperato progresso ci consente il lusso di considerare drammatica – chiedo ancora una volta scusa per il rinnovato cinismo – perfino l’alopecia, è ben giusto e più che “umano” che ci teniamo ben stretto il lusso raggiunto.
    Il problema è come tenerselo stretto. Se cioè, in termini di amore, cultura, scienza e conoscenza, il modello da seguire sia un modello “universalista” di sviluppo planetario il più possibile omogeneo. O se il modello debba – magari obtorto collo o magari anche no – riferirsi obbligatoriamente ad un sistema aristos-cratico.

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