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19 aprile 1999. Berlino capitale della Germania al Reichstag. Amnesie selettive e applicazione delle regole.

Dopo quasi dieci anni esatti dalla caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, si conclude formalmente, il 19 aprile del 1999, il processo di riunificazione delle due germanie con lo spostamento della capitale tedesca a Berlino, di nuovo nel palazzo del Reichstag.

Come ogni avvenimento storico e politico di così grande rilievo, anche questo affonda le sue radici nella Storia, ma cercheremo qui di ripercorrere solo alcune tappe di base in particolare sotto il profilo politico-economico per evidenziare alcuni aspetti nazionali e internazionali tra quelli che hanno consentito alla Germania odierna di esistere nel modo in cui lo fa.

Partiamo da qui:

sul sito https://www.startmag.it/

Alessandro Fugnoli scrive così:

“…Il 27 febbraio 1953, a conclusione di un anno di lavori della Conferenza di Londra sul debito estero tedesco, l’Italia, insieme a 15 altri paesi, condonò alla Germania la metà dei debiti che questa aveva contratto tra il 1919 e il 1945. Il pagamento dell’altra metà, pari a 16 miliardi di marchi, fu dilazionato nei trent’anni successivi. Per usare un’ulteriore cortesia verso chi aveva pur sempre provocato due guerre mondiali si stabilì che i rimborsi annuali non avrebbero mai superato il 3 per cento dell’export tedesco e sarebbero stati sospesi se la Germania si fosse trovata in passivo commerciale. Queste clausole fornirono ai creditori un forte incentivo a comprare prodotti tedeschi e accelerarono in modo decisivo la ricostruzione della parte occidentale del paese.

Quanto alle riparazioni della seconda guerra mondiale, si stabilì di rinviarne il pagamento all’unificazione tedesca, che nel febbraio 1953, con Stalin ancora in vita, appariva un evento impossibile. Quando l’unificazione si realizzò inaspettatamente nel 1990, il debito fu quasi completamente cancellato. Rimasero 239 milioni di marchi simbolici e pure questi furono dilazionati in vent’anni, tanto che la Germania finì di pagare nel 2010…”

Vi consiglio la lettura dell’intero articolo per un ulteriore approfondimento sulla memoria storica relativa a questi eventi.

Quanto a noi possiamo proseguire dicendo che, pur effettuando un volo rapido, la Germania all’inizio del novecento ha volontariamente intrapreso tre volte consecutive la via del disastro: Prima Guerra Mondiale, Weimar e l’ascesa del nazismo e Seconda Guerra Mondiale.

Certamente non da sola. Ma altrettanto certamente come primo motore in tutte e tre le situazioni.

A partire dalla sconfitta subita da parte dell’esercito Alleato nel 1945 la Germania ha però tratto beneficio da due importanti fattori: internamente, la risolutezza, la capacità lavorativa, i pregi di un popolo intero che come spesso accade non è poi così profondamente e fedelmente lo specchio dei proprio governanti del momento; esternamente, da concessioni, aiuti, elargizioni e scelte politiche internazionali tutte volte a consentire che una nazione ed un popolo potessero prosperare e non essere schiacciati sotto al giogo di scelte scellerate del passato e di una classe dirigente, nel caso dei nazisti, a dir poco criminale.

Vi è traccia di questa medesima lungimiranza nel processo di riunificazione iniziato con la caduta del Muro.

Non fu un processo semplice e men che meno lineare, e impiegò anni a perfezionarsi come è normale in una situazione simile. Ma vediamo alcuni particolari fondamentali.

Evidentemente la Germania Ovest e quella Est avevano due economie molto diverse: una membro di diritto del capitalismo atlantico (anche grazie a quanto sopra ricordato) ricca ed efficiente, una schiacciata sotto il giogo del Comunismo e dell’Unione Sovietica, e della sua caduta.

Per semplificare il già difficile processo furono fatte alcune scelte importanti:

Politicamente non fu una “riunificazione” bensì l’annessione della Germania dell’Est da parte di quell’Ovest. Questo consentì tra le altre cose di lasciare invariati gli accordi internazionali e semplicemente di prendere sotto il medesimo ombrello i territori dell’Est, ricostituitisi in Land. NATO, Comunità Europea, ONU, trattati commerciali, mercati: tutto quanto era valso per l’Ovest, ora valeva anche per l’Est.

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